Adorazioni a confronto

L'ORIGINALE DI LIONE E LA VERSIONE DI BIASSONO

Il dipinto qui esposto è una antica riproduzione dell’originale di Rubens. Oggi probabilmente nel termine “copia” si tende a intravedere un significato negativo. Questo non avveniva in passato. Era pratica comune, fino all’Ottocento, copiare famosi dipinti o disegni, per esigenze personali o su richiesta del committente. Le copie antiche dei maggiori pittori del Quattrocento, Cinquecento e Seicento sono delle opere degne di attenzione, visibili oggi nei grandi musei italiani ed europei. Infatti queste hanno spesso un notevole valore estetico, oltre ad essere tangibili testimonianze di un’epoca storica e delle sue scelte di gusto.

Queste copie, di diversa qualità, potevano contenere libere variazioni rispetto al modello. Il nostro dipinto, una tela a tempera con rifiniture ad olio, si distingue invece per l’eccezionale fedeltà all’originale. Soltanto le dimensioni sono differenti, in quanto leggermente ridotte. Proprio per questo motivo le figure sono state sapientemente riproporzionate. Ad una attenta osservazione, tuttavia, si notano alcuni errori di disegno, come nel braccio destro del Mago etiope e nella figura di Maria, le cui cosce si presentano eccessivamente allungate. Rispetto all’originale, il colore è steso in maniera più levigata. Nei dettagli dei ricami delle vesti si può notare un’esecuzione più semplice: il pennello viene usato con discreta pressione cosicché il segno pittorico rimane più largo e meno rifinito. La qualità del dipinto rimane tuttavia impressionante. L’autore è sicuramente un ottimo pittore, ben padrone della propria arte.

Dall’uso dei colori, più caldi e brillanti, così come dalla cristallizzazione del colore stesso, deduciamo che la copia sia dell’Ottocento. Dal recente restauro, avvenuto in occasione della nostra esposizione, si è potuto inoltre verificare come la tela sia proprio di quest’epoca. Probabilmente l’opera venne realizzata quando il quadro originale era già alle pareti del Musée des Beaux-Arts di Lione. In quegli anni, in Francia, si risvegliava infatti l’interesse per Rubens, grazie alla passione che il pittore Delacroix nutriva per il grande fiammingo.