Fototeca Maria Gibellino Krasceninnicowa

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Profilo Storico-Biografico

Nata da una famiglia nobile russa a Mosca nel 1890, Maria Krasceninnikova si laurea in Filosofia a Firenze nel 1911 per poi accedere nel 1912 al perfezionamento in Storia dell’Arte a Roma, sotto la guida di Adolfo Venturi, compiuto soltanto dopo la Grande Guerra, nel 1920. Nel 1917 si trovava per studio alla Sorbona di Parigi, quando venne a conoscenza dei fatti della Rivoluzione d’Ottobre, nella quale tutta la sua famiglia fu sterminata. In Italia, la Krasceninnikowa sposò Raffaele Gibellino, ufficiale degli alpini piemontese, il quale era rimasto invalido in quanto ferito durante la Guerra di Libia (1911-1912). La coppia si stabilì a Roma, dove visse fino alla loro morte, senza avere figli. Lui continuò la carriera militare fino alla pensione e lei si dedicò all’insegnamento nei licei, portando avanti in parallelo la sua attività di ricerca. Tra i suoi saggi, si segnalano quello sui disegni di Pisanello del Codice Vallardi (1920), le monografie su Beccafumi (1935, con introduzione di Adolfo Venturi) e Guglielmo della Porta (1944), e due volumi sulla Storia dell’arte russa (1935-1937). Alla morte della studiosa, avvenuta a Roma nel 1975, il custode del palazzo in cui abitava aiutò la famiglia a sgomberare l’immobile e tra i materiali destinati al macero salvò un faldone con fotografie, che è stato da me acquisito nel marzo 2024 dagli eredi dello stesso custode. Per un profilo della studiosa si veda A. Amendola, “Venerato e caro maestro”. Maria Krasceninnikowa, Adolfo Venturi e la storia dell’arte russa in Italia, in “Annali di Critica d’Arte”, X, 2004, pp. 257-282.

Notizie Storico-Critiche

La fototeca contiene fotografie databili tra 1890 e 1920 e, pertanto, potrebbe essere stata costituita dalla studiosa negli anni del perfezionamento a Roma sotto Adolfo Venturi (1912-1920). Il verso delle fotografie è annotato generalmente soltanto con il numero di negativo della casa fotografica. Tutti i fototipi erano stati originariamente montati su cartoncino, in seguito rimosso. La raccolta delle fotografie, costituita da 490 fototipi, riflette gli interessi di ricerca della studiosa, documentando soprattutto la scultura nell’Italia centrale tra XIV e XVI secolo.

Stato di Conservazione e Osservazioni

Le fotografie sono state conteggiate e inserite in un faldone. Dal punto di vista conservativo, le albumine, che al momento dell’acquisizione erano già state rimosse dall’originario montaggio su cartoncino, presentano perdita di planarità e foxing. Le fotografie andranno inserite in buste trasparenti in polipropilene, valutando eventualmente di inserire al retro un supporto in cartoncino conservativo per ripristinare la planarità (300gr). L’intero fondo necessita di essere inventariato e inserito in contenitori adatti alla conservazione a lungo termine.

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